Le tradizioni antiche ed esoteriche consideravano la numerologia non solo uno strumento di divinazione, ma un metodo per acquisire la conoscenza oltre quella dei cinque sensi ed anche un percorso per incontrare il divino stesso.
“Quando avrai imparato i numeri, in effetti non leggerai più i numeri,
più di quanto non leggi le parole quando leggi libri.
Potrai leggere i loro significati.”
~ W.E.B. DuBois


La numerologia si è evoluta nel tempo assorbendo anche influenze del misticismo cristiano, dello gnosticismo, dei Veda e dell’esoterismo orientale, ma si dice che abbia le sue radici nella matematica pitagorica. Pitagora era un antico filosofo e matematico greco (570 – 490 aC) che divenne noto come il “grande padre” della matematica.

Particolare di Pitagora che scrive a “La scuola di Atene”. Di Raffaello. (Dominio pubblico)

Gematria, un’antica tradizione mistica

Una delle più antiche tradizioni numerologiche, e in effetti uno dei più antichi riferimenti alla numerologia stessa, proviene dalla Cabala ebraica. Conosciuta come “Gematria”, questa tradizione mistica ha le sue radici nei sistemi numerologici assiro babilonesi, ed in seguito in influenze greche.
Ma è stata la cultura ebraica che inizio’ la pratica di assegnare valori numerici a una parola o una frase. La gematria è principalmente associata alla lingua ebraica e talvolta all’aramaico, ma esiste anche la gematria che usa le lingua araba, spagnola e greca.

Intarsio del pavimento raffigurante Hermes Mercurius Trismegisto – la combinazione del dio greco Hermes e del dio egiziano Thot, dei della scrittura e della magia nelle rispettive culture. Circa 1480. (Dominio pubblico)

Il suo uso risale al periodo Tannaic, o Mishnaic, 10 – 220 aC, anche se l’uso della Gematria in altre tradizioni più antiche potrebbe risalire alla cultura assira tra il 727 e il 705 aC, quando al sovrano Sargon II fu detto di costruire il muro di Khorsabad, la capitale assira, esattamente 16.283 cubiti di lunghezza, che corrispondeva al valore numerico del suo nome.

Sargon II e dignitario. Bassorilievo dalla parete L del palazzo di Sargon II a Dur Sharrukin in Assiria (ora Khorsabad in Iraq), cicrca 716-713 aC. (Dominio pubblico)

La Numerologia crea collegamenti e percorsi

La numerologia in generale è un sistema che da un valore relazionale ai numeri che corrispondono alle lettere del nome di una persona, alla data di nascita o anche alla data di un evento storico.
La Gematria cerca di trovare un legame più profondo tra valori numerici e valori alfabetici.Esistono due tipi di base di Gematria; il presente “rivelato” nella letteratura rabbinica nel corso dei secoli; e il “mistico”, che fa parte della Kabbalah, il ramo mistico del giudaismo. La forma rivelata ha radici nel Talmud e nel Midrash e le corrispondenti lettere e valori numerici sono spesso state il risultato di intuizioni profetiche.
La tradizione mistica è più ampiamente conosciuta a causa della popolarità della Kabbalah anche oggi, e si concentra sulle dieci sefirot sull’albero della vita Kabbalistico, insieme alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.

Frontespizio della prima edizione dello Zohar, Mantova, 1558.
(Public Domain)

Successivamente, si e’ evoluta associando le lettere dell’alfabeto con 22 solidi formati da poligoni regolari, grazie a ulteriori contributi dello Zohar, un gruppo di testi considerati le opere fondamentali nella letteratura cabalistica ebraica che offrono interpretazioni scritturali, commenti sul misticismo spirituale e discussioni più profonde della natura di Dio e dell’origine dell’universo. Il corpus di opere che costituiscono lo Zohar, in effetti, sono state strumentali nel modellare la Kabbalah e, ​​al suo interno, la Gematria.

Trattato del XVI secolo sulla Gematria Kabbalistica (l’interpretazione mistica del linguaggio), in cui stringhe di lettere, in questo caso frasi latine, hanno un valore numerico.
(Dominio pubblico)

Il codice nascosto della Bibbia

Durante il XIII ° secolo, i kabbalisti ritenevano che l’Antico Testamento della Bibbia contenesse un codice nascosto e la chiave per sbloccare quel codice era la Gematria. La credenza più moderna in un Codice Biblico ha guadagnato popolarità nel 1994 dopo la pubblicazione di un articolo su Statistical Science Journal da tre matematici e studiosi, chiamato “Sequenze di lettere equidistanti nel libro della Genesi”.
Gli studiosi, Doron Witztum, Eliyahu Rips e Yoav Rosenberg hanno usato il metodo “ELS” per trovare parole e frasi incorporate nel testo. Questo in seguito portò ai controversi libri “The Bible Code”“The Bible Code II: The Countdown” di Michael Drosnin, ma il metodo di base usato era simile alla Gematria.
Gli studiosi di testi ebraici riconoscono la lunga pratica usata nelle antiche tradizioni ebraiche di contare il numero di volte in cui una determinata parola, frase, numero, paragrafo o lettera appare nelle Scritture. Conosciuti come Soferim, questi scribi erano in grado di usare le loro abilità per assicurare che ogni rotolo della Torah fosse identico e replicato esattamente come l’originale. La Gematria da’ importanza ai numeri e alle lettere nel fornire informazioni su parole e concetti nel testo sacro stesso. In altre parole, la Gematria cercava ciò che veniva scritto “tra le righe” identificando schemi, codici e ripetizioni. Perché questo?

La posizione di ciascuna mano in questa immagine forma la lettera ebraica shin (ש), la prima lettera in en:Shaddai (שדי), il nome di Dio che si riferisce ad Esso come ad un protettore. (Dominio pubblico)

Tutto risale alla convinzione che la “parola” sia stata l’origine della creazione stessa. “Nel principio era la Parola”, era Dio che parlava dell’esistenza di tutta la vita stessa. La parola stessa è potente, generativa, e quindi le lettere che compongono la parola o le parole di Dio, come nei testi sacri, devono essere scomposte nella lettera. Ogni lettera assume quindi un significato potente e, assegnando a ciascuna lettera un valore numerico coincidente, ogni numero assume un significato ancora più profondo, come gli strati di una cipolla. Quindi, le parole nella Torah, che si credeva essere il sacro discorso dell’ispirazione divina, avevano un significato nascosto oltre l’ovvio. E, due o tre parole che componevano una frase avevano un potere aggiuntivo a causa del potenziale creativo non solo di ogni singola parola, ma anche della combinazione stessa. Quindi la Gematria non si limita ad assegnare ad ogni lettera un numero correlato, ma a guardare le intuizioni più profonde rivelate da specifiche combinazioni di lettere o parole ed identificare ciò che potrebbero dover dirci sulla natura divina di Dio e sulla creazione.

In effetti, alcuni scrittori successivi sull’argomento, come Del Washburn, co-autore di Jerry Lucas, “Theomatics:God’s Best-Kept Secret Revealed”, credevano che Dio stesso avesse inserito questi modelli e combinazioni, anzi codici, nei testi religiosi . Con la parola Theomatics  si intende  la combinazione tra “matematica” e “Dio”.

La ricerca del significato

La Gematria è davvero il linguaggio di Dio stesso nascosto nei testi delle sacre scritture? Sequenze numeriche, codici nascosti, lettere equidistanti, frasi ricorrenti; questi significano davvero che sotto le parole che compongono i nostri testi sacri giace un mondo di conoscenza più profonda che aspetta solo di essere scoperto? Per gli antichi mistici di molte tradizioni e per gli esoteristi e gli occultisti della storia, questa risposta è si!

“The Number of the Beast is 666”, di William Blake, 1805. (Dominio pubblico)

La sequenza numerica 666, ad esempio, è un numero malvagio associato al cristianesimo con l’anticristo, la bestia del Libro dell’Apocalisse. E, secondo H.A. Sanders nel Journal of Biblical Literature (1918), 666 è il numero derivato dalla Gematria dal nome dell’imperatore romano Nerone che regnò dal 54 al 68 e fu creduto da molti studiosi essere la bestia di cui si parla nell’ Apocalisse.

Un busto in gesso di Nerone.

Gli scritti sacri potrebbero davvero contenere codici intenzionalmente incorporati nel testo, e con l’antica conoscenza e comprensione del potere e dell’importanza dei numeri e delle parole, è possibile immaginare che non importa chi li abbia scritti, essi potrebbero contenere più saggezza tra le righe di quanto non sia ovvio.