Con il due, compare il concetto di dualità, di divisione. Il due è nato dall’uno e forma con lui un sistema binario. Questi due poli si distinguono cosi’:

Yin e Yang
  • il polo maschile Yang rappresentato dall’uno;
  • il polo femminile Yin rappresentato dal due.

Il regno del numero due èl’immaginazione, il sogno; il loro modo d’agire è indiretto e le loro decisioni passano per la zona dei sentimenti e ciò li rende più evanescenti, più sensibili.

Il due approccia la vita con la sua soggettività profonda, cerca se stesso, oscilla tra apertura e chiusura, tra il bisogno di donare e quello di ricevere, tra la stabilità e il cambiamento.

Egli resta fedele ai suoi cicli, alle sue maree interiori, il suo mare è influenzato dalla Luna che rappresenta la Dea Madre, Iside, Ecate. Manifesta un gran bisogno di essere rassicurato, un gran bisogno degli altri.

Il significato del numero 2 in numerologia

DUE

In numerologia, il numero 2 viene definito “la Grande Madre”, o “Nutrice”. Il Due ha connotazioni femminili in quanto è associato alla creazione, alla nascita, alla discesa del soffio dello Spirito nella materia.

Anch’esso fa parte del gruppo di numeri che formano l’Energia Mentale. Essendo l’espressione della “gestazione”, questo numero testimonia l’avvenuto concepimento dell‟embrione, sia esso di un nascituro, di un’idea, di un atto intenzionale o di un processo evolutivo. Il numero 2 è accomunato anche al “dualismo lunare”, alle due espressioni del lato femminile Iside ed Ecate, “la dea dal nero volto”.

Iside, la luminosa potenza lunare, la forza della natura, i cicli, le maree, l’acqua di vita. E poi Ecate, la parte oscura, la forza delle viscere della Terra. In passato è stata attribuita una connotazione negativa, a questa particolare definizione. Il lato oscuro di Ecate, nel femminino, non è certamente sinonimo di negativo o malefico. Si tratta di qualità intuitive dell’inconscio prettamente femminile che, per le loro caratteristiche di potenza, hanno sempre suscitato timore e creato sentimenti di controllo da parte della società e, soprattutto, nelle istituzioni religiose.

Non dimentichiamoci la caccia alle streghe nell’oscuro Medioevo quando ogni talento, in una donna, era visto come opera del diavolo!

In realtà, la forza intuitiva, il potere mentale, le energie telluriche del ciclo mestruale, sono canali potentissimi che mettono in comunicazione la donna con se stessa e con le forze della Natura, dal momento che lei ne accoglie e manifesta le leggi, più di ogni altr
o essere vivente.

Il Due, pertanto, esprime ricettività, armonia, grande sensibilità e immaginazione. Nella Kabbalah, il Due è associato alla seconda .)ב( lettera dell‟alfabeto ebraico: Beit
Il suo significato esoterico è “bocca“ (nel senso del nutrimento- nutrice) e “casa” (focolare, famiglia).

Da questo particolare si comprende come il numero 2 sia considerato l’espressione della Donna in quanto Madre, come abbia corrispondenza con la qualità di cooperazione e di equilibrio.

Il Potere dell‟Energia Femminile, nutre, cura, protegge e sostiene; al tempo stesso cresce e incrementa se stesso mentre dona.

Archetipo: il Fanciullo

Parole chiave: Sensibilità, emozione, dualità, ascolto, cooperazione, pazienza, dolcezza, recettività, intimità,  dipendenza, immaginazione.

Destino 2

“Credo nelle mie Intuizioni”

Il mito del Fanciullo attiva nell’individuo le doti tipicamente femminili dell’ascolto, della recettività e dell’empatia. Occorre integrare le qualità dell’umiltà e della pazienza, pur comprendendo che compiacere i desideri del prossimo, non significa annullare se stessi.

RIFERIMENTI MITOLOGICI

L’Archetipo del Fanciullo, che rappresenta l’innocenza primeva, è correlato al mito del paradiso che più che un luogo simboleggia uno stato di coscienza.

La lettera ebraica “bet”, che secondo la guematria corrisponde al numero 2, oltre a significare “donna” e “casa”, è l’archetipo della Creazione (la “Casa”di Dio). Nella creazione è già insito il concetto di dualità e come dice il Tao “l’uno produce il due” e l’Adamo universale si scinde in Adamo ed Eva.

L’anima nella concezione cabalista presenta due aspetti complementari: la nefesh elokit (l’anima divina) e la nefesh behemit (l’anima animale), che nel loro dinamismo polare hanno il compito di “rettificare” la Creazione.

Nella concezione cabalistica, Dio ha infatti creato il mondo affinchè l’uomo lo rettificasse, lo portasse a compimento.

La caduta o “perdita dell’innocenza” descrive metaforicamente la condizione umana, nella quale l’eterno conflitto degli opposti spinge l’uomo a cercare un punto di equilibrio, che situandosi su un livello sempre superiore, conduce infine all’illuminazione.

La prova spirituale del Fanciullo, consiste appunto nel ritrovare l’innocenza originale, avendo imparato attraverso l’esperienza a mediare tra la fede cieca e il totale pessimismo.

Il mito di Adamo ed Eva nel suo simbolismo polare, descrive anche la concezione cabalista dell’anima gemella. L’anima, nel momento in cui ha origine, si manifesta divisa in due metà, e incarnata in due corpi diversi. Secondo questa visione l’uomo e la donna sono condannati a reincanarsi finché non ritrovano la loro parte complementare di anima. Nel momento in cui ha luogo l’alchimia delle due essenze ritrovate, ciascuna delle due metà può realizzare il suo pieno potenziale.