Il quattro si manifesta con tratti angolosi, dai segmenti rigidi e secchi. Nella parte inferiore, sembra di ravvisare una specie di croce. Questa croce esprime le restrizioni che dovrà affrontare e gli sforzi che saranno necessari per trasmutare gli ostacoli del percorso su questa terra, le prove concrete sul cammino.

Questo al fine di affinare le intuizioni e avanzare al meglio verso la luce. Se da una parte questo scavare lo frena, dall’altra non gli impedisce di avanzare lentamente ma inesorabilmente, concentrandosi molto di più sulla qualità della ricerca piuttosto che sulla quantità dei risultati.

L’ancorarsi alla materia gli procura stabilità e forza interiore.

Il numero quattro esprime, dunque, in primo luogo, la nostra base materiale, concreta, dai contorni ben definiti, contingenza principale di questa nostra realtà terrestre.

Cosi il quattro ci parla della nostra natura umana, attraverso le quattro stagioni, i quattro punti cardinali, i quattro Evangelisti, i quattro elementi (Fuoco, Terra, Aria, Acqua).

All’apparenza “statico”, il quattro pone le basi, le fondamenta a prova del tempo per costruire solidamente. Il quattro ha poca elasticità nel cambiamento, ama la routine, le cose stabili, le regole.

Il quattro corrisponde a Urano, Signore dell’aria che ha potere di convertire ciò che è arrivato a un punto morto.

Il Significato del Numero 4 in numerologia

QUATTRO

Il Quattro è il numero delle fondamenta, della stabilità, delle basi, del “sistema”. E’ il primo numero quadrato (22). Associato alla Terra, è presente nei “raggruppamenti quaternari”: le stagioni, gli angoli, gli elementi, i punti cardinali. Rappresenta, inoltre, le quattro porte che il neofita deve oltrepassare, prima di entrare nel Tempio della Vita. Queste quattro porte, sono collegate ai quattro elementi: Fuoco, Terra, Aria, Acqua.

E’ questo il percorso di individuazione che l’Uomo compie per “ritornare a casa”, ovvero, per riappropriarsi di sé stesso e del proprio potere divino. Attraverso la sperimentazione delle caratteristiche di ciascun elemento, l’essere umano progredisce, riacquista la propria completezza, riconosce il proprio carisma e si evolve.

Il Fuoco trasmette la forza, il coraggio, la passione per ciò che di importante dobbiamo realizzare nella nostra vita.

La Terra ci consente di mettere a dimora i semi del nostro intelletto, di piantare nuove espressioni di noi per farle germinare al riparo delle intemperie della vita, per farle crescere e dare frutti.

L’Aria corrisponde all’intelligenza vivida che si esprime in libertà, mentre attinge al sapere millenario dei simboli e archetipi, dandoci il soffio che porta alla “comprensione”.

L’Acqua, fonte di Vita o Acqua dello Spirito, è il nutrimento senza il quale il seme messo a dimora non può crescere: è l’Amore Incondizionato attraverso il quale “ogni cosa fiorisce”.

Nella Kabbalah, il Quattro è associato alla quarta lettera dell’alfabeto ebraico Daleth (ד). Daleth significa “porta”, ancora una corrispondenza, quindi, sull‟importanza di ricercare se stessi in tutta semplicità, al riparo delle influenze dell‟ego. Attraversare la porta del nostro inconscio, significa analizzare e rettificare noi stessi, le nostre mancanze. Riconoscere la propria natura divina senza essere travolti dall‟egocentrismo, ci insegna ad essere padroni di noi stessi.

Archetipo: Il Costruttore

Parole chiave : Ordine, stabilita’, organizzazione, serietà, impegno, lavoro, quotidianità, concretezza, fisicità, forza, tenacia, rispetto.

Cammino di Vita 4

“Sono al sicuro”

L’Archetipo del Costruttore, correlato all’elemento terra, focalizza l’attenzione sulle faccende materiali, come ad esempio il lavoro, la casa e la sicurezza economica. Occorre sviluppare una forte progettualità, definendo chiaramente le risorse e i tempi richiesti per portare a termine il compito che ci si è prefissi. Il 4 deve imparare a incanalare le sue energie in una direzione costruttiva, evitando di irrigidirsi su idee preconcette.

Riferimenti Mitologici

Fin dai tempi antichi il numero 4 fu associato alla Terra Madre, la materia passiva, che in antitesi al cielo rappresenta tutto ciò che è solido, tangibile e concreto. Nella mitologia greca, Gea o Gaia è l’aspetto complementare di Caos, il vuoto, l’abisso primordiale.

Nella teogonia di Esiodo leggiamo:

« Prima di ogni altra cosa venne a esistenza abisso (Cháos) , poi Terra dai larghi fianchi, fondamento eterno e sicuro degli immortali che occupano le cime del nevoso Olimpo o il Tartaro dall’oscura nebbia…»

Gea è la madre progenitrice, che con le sue forme compatte rappresenta l’organizzazione del reale, una solida base sulla quale costruire il mondo. Gea e Caos simboleggiano le forze primordiali, due opposti polari che traggono origine dal medesimo processo creativo. Anche dopo la creazione queste potenze rimangono intimamente correlate; una parte di Caos è ancora presente nell’aspetto profondo di Gea che rapresenta la matrice, la creta che da forma agli aspetti indifferenziati del Caos.

Un’altro mito correlato al simbolismo del numero 4 è quello di Atlante. Figlio del titano Giapeto e della ninfa Climene, Atlante fu punito da Zeus per aver combattuto a fianco dei titani nella guerra contro gli dei dell’Olimpo. Costretto a sostenere per sempre la volta celeste sulle sue spalle, Atlante fece un patto con Eracle, che gli promise di sostenere il suo fardello in cambio delle mele d’oro del giardino delle Esperidi. Nella speranza di alleviare la sua fatica Atlante accettò l’accordo, ma quando consegnò le mele ad Eracle, questi con un inganno gli restituì il fardello, che è divenuto l’emblema del carico, (la croce) che ognuno deve portare nell’arco della sua vita materiale.