Collocato a metà dei nove numeri primi, cosi’ com’è al centro dei cinque numeri Yang, il cinque è un “asse energetico” importante.

Corrisponde all’uomo, in piedi tra macrocosmo e microcosmo, che collega il cielo alla terra, il divino al materiale. Ricorda il pentagramma, la stella a cinque punte, antico simbolo di protezione. Le cinque punte sono i nostri cinque sensi. Circondati da un cerchio, questi cinque punti sono presentati dal disegno dell’uomo di Vitruvio.

L’immagine è di proporzioni perfette e la quadratura del cerchio è rappresentata proprio dalla presenza dell’uomo come “elemento coagulante”. Il numero cinque ci parla della gestione del nostro sviluppo psichico, delle nostre pulsioni ed energie, del nostro sistema nervoso. Corrisponde al bisogno che l’uomo ha di sperimentare, di “mordere la vita”, di misurarsi con gli elementi esterni, di affrontare gli ostacoli con una punta di ironia. Il cinque ci parla del desiderio di lanciarsi alla conquista del mondo esterno, ci parla di libertà di movimento e di assunzione del rischio. Numero dello scambio e del cambiamento, cerca ostinatamente la salvezza all’esterno, quando le reali problematiche sono invece, interne. Solo dopo aver accolto il rischio e fatto la propria esperienza, può smussare i propri angoli caratteriali. Il cinque corrisponde a Mercurio messaggero degli Dei e sostenitore del comunicare. La vita di chi possiede questa cifra sarà, inoltre, inquieta, instabile, dominata dalla ipersensibilità e, marginalmente, anche dalla trasgressione. Detto Pentade, simboleggia l’incarnazione dell’amore terreno e profano.

Sensualità, carisma, comunicazione, libertà, cambiamento, movimento, esperienza, curiosità, dinamismo, vitalità, intelligenza.

Il Significato del numero 5 in numerologia

CINQUE
“Il pentagramma”

Il significato generale del Numero Cinque è associato all’atto di sperimentare, alla conoscenza concreta dei fatti, del cambiamento, del “mutamento di stato” di una situazione.

Kerykeion

I suoi simboli sono il kerykeion o caduceo, la bacchetta con i serpenti avvolti al fusto, e i sandali alati. La sua controparte nella mitologia romana è Mercurio, messaggero degli dei. Da qui, la sua particolare funzione di facilitatore nel passare da uno stato emotivo, mentale e fisico, ad una nuova condizione.

Numero simbolo del dinamismo, dell’intelligenza e della curiosità, porta con sé la tendenza ad avvicinarsi, a volte anche in modo pericoloso, a linee di confine, di trasgressione.

Il Numero Cinque è legato alla quinta lettera dell‟alfabeto ebraico Hey (ה), che significa intuizione, illuminazione. I cabalisti, individuano tre stadi per la lettera Hey, i quali si pongono su tre livelli diversi, successivi, in merito allo sviluppo della consapevolezza.

Il primo, il più basso, è Hey e corrisponde ad un grido di paura (Ohi!), il primo lamento del bambino appena nato. E’ il dolore dell’Anima, che è una parte di infinito la quale, nascendo, si accorge di avere assunto i limiti del corpo e di essere dipendente dai bisogni fisici.

Proseguendo, abbiamo il secondo livello, quello intermedio, dove Hey diventa l’espressione di una bella sorpresa (Oh!). E questa la sensazione di gioia per la propria vita libera e indipendente, che si prova quando si realizzano i talenti individuali.
La pena della nascita, viene qui superata dalla felicità e dall’entusiasmo nello scoprire quanto di bello e fertile è presente nel mondo.

Infine, abbiamo il livello più alto, presente nella parola Hiné=Ecco! Arriviamo, qui, a comprendere la presenza divina all’interno della nostra esistenza. Così la Hey diventa, su questo livello, la lettera della rinascita interiore.

Il Numero Cinque è il numero della forza dell’auto-espressione. In particolare, si riferisce alla capacità di parlare (vedi Mercurio, abile affabulatore). E Infatti, le componenti fisiche corrispondenti alla capacità di parlare, sono esattamente cinque: lingua, denti, palato, labbra, gola.

Proprio per la complessa interazione tra intelletto e parola, il cinque suggerisce di utilizzare ogni tipo di disciplina interiore, al fine di “traghettare” la nostra personalità, da uno stato di disagio/insoddisfazione, allo stato desiderato. Solo governando bene la comunicazione, l’espressione di idee, sentimenti e fatti, è possibile giungere ad uno scambio equilibrato e crescere.

Cammino di Vita 5

“Sono libero”

Il mito del Cercatore attiva nell’individuo un costante bisogno di emancipazione e di rinnovamento che orienta verso uno stile di vita dinamico e anticonformista. Questo tipo di cammino predispone a sperimentare molti cambiamenti, che hanno lo scopo di sviluppare nell’individuo doti di flessibilità ed apertura mentale. In sintonia col mito di Dioniso, il 5 deve imparare a “sentire col corpo “, concentrandosi sul presente e dando spazio alle emozioni e alla sessualità.

Riferimenti mitologici

Complementare all’Archetipo del Guerriero, che sovrintende allo sviluppo dell’Io, il Cercatore risponde alla chiamata dello spirito e intraprende il viaggio verso i misteri centrali dell’esistenza.

Il viaggio del Cercatore comporta il coraggio di spingersi oltre i confini della realtà dell’Io, per attingere alla conoscenza che appartiene al dominio della psiche collettiva. Tuttavia l’integrazione dei contenuti inconsci, non è scevra di pericoli e comporta lo shock e il disorientamento, tipici di ogni esperienza iniziatica. Tra le “divinità della crisi”, che presiedono all’iniziazione e alla metamorfosi, Dioniso rappresenta la metafora della scissione dell’Io a favore del ripristino della coscienza totale dello spirito.

Racconta il mito che Dioniso nacque dall’unione tra Zeus e Persefone, la regina del mondo sotterraneo. Il padre voleva che il bimbo governasse il mondo, ma i Titani con un trucco lo rapirono, per poi smembrarlo e divorarlo. Dal cuore del piccolo, recuperato da Atena nacque poi un nuovo Dioniso, il figlio di Semele. Dio del vino e della vegetazione, Dioniso è il fondamento emotivo e corporeo dell’esistenza e potremmo definire il numero 5 come l’Archetipo stesso della vita.

Dioniso manifesta la sua presenza tramite la possessione e i suoi seguaci sembravano cadere in uno stato di trance collettiva. Nei riti dionisiaci, la dimensione orgiastica indotta dal vino e dalle danze annullava ogni differenza sociale e nel gruppo estatico si affiancavano uomini, donne, schiavi e cittadini. Contrapponendosi alla visione ordinata di Apollo, Dioniso infrange le barriere esistenti tra uomo e natura, permettendo l’irruzione del miracoloso nel quotidiano.