ll tre si presenta come l’espressione dell’unione tra uno e due, come il frutto di questa fusione. Il tre necessita di relazioni umane, ama esprimersi, essere ascoltato, confidarsi.

È un essere completo che possiede, in modo marcato, le caratteristiche dell’uno: azione, progettazione, creazione e gli aspetti comunicativi, sensibili, onirici, artistici del due.

Non di rado, vi appartengono al numero tre musicisti, pittori, letterati; possiedono, infatti, una grande espansione personale.

Il tre ha trovato l’equilibrio tra il bisogno di manifestare performance, tra l’azione e l’aggressività del lato Yang e la ricerca della qualità, del lasciare la presa, di abbandonarsi ai suoi sentimenti interiori, di docilità del lato Yin.

Il mondo del tre è il mondo dell’agire, del fare. Inoltre, ci riporta a determinate “trilogie”:

  • nascita, vita, morte;
  • inizio, durata, fine;
  • passato, presente, futuro;
  • tesi, antitesi, sintesi.

Il tre corrisponde a Giove che rappresenta l’autorità, il senso del dovere portato alla sua massima espressione, la coscienza, la giustizia e, non ultima, una brillante riuscita nelle imprese più difficili.

Numerologicamente è il massimo del raggiungimento materiale e spirituale ed è definito “numero perfetto” perché permette di tracciare il triangolo, tanto caro ai pitagorici.

Essendo l’emblema della Trinità, è considerato sacro nell’espressione: Vita Verbum Lux. E’ il vettore che ci offre una visione a tre dimensioni, che ci stimola ad aprire il nostro terzo occhio per accedere a una visione superiore, per catturare i messaggi sottili dell’inconscio.

Il Significato del numero 3 in numerologia

Considerato il “numero perfetto”, in quanto espressione della Triade o Trinità, il Numero Tre viene associato a Giove che rappresenta l’autorità, il senso del dovere portato alla sua massima espressione.
E’ il simbolo spirituale della pianta che allunga i suoi rami (triforcazione) e i Pitagorici lo consideravano sacro perché permette di tracciare il triangolo, figura perfetta.

Il Tre, è il prodotto dell‟unione tra l‟Uno, il principio attivo e il Due, il grembo che accoglie la creazione. Possiamo definirlo il primo prodotto del pensiero che si moltiplica e si espande; racchiude in sé sia il concetto di unione sia quello di espansione. Il Tre è Figlio del Padre (1) e della Madre (2), che si è formato attraverso il Soffio generatore e può, così, continuare la Specie.

Nel significato profondo del termine “Trinità”, troviamo moltissimi richiami alla “perfezione”. Questo termine non deve essere interpretato in senso letterale. In realtà, si va ben oltre un eventuale senso estetico, esteriore, che potrebbe richiamare. Si tratta, invece, di associarlo alle qualità superiori dell’Uno, del Due e del Tre.

Perfezione è l’Armonia delle parti, è l’equilibrio delle forze. La Perfezione è “creare”, qualunque cosa (pensieri, azioni, espressioni materiali), con la forza e la rettitudine dell’Uno, con la grazia e l’accoglienza fertile del Due e mantenere tutto questo nella perfetta armonia per farlo crescere ed espandere.

Secondo la Kabbalah, il Tre è associato alla terza lettera dell’alfabeto ebraico: Ghimel (ג). La forma della lettera, richiama la figura di una persona nell’atto di correre, come se mettesse il piede in avanti per lo slancio. Si tratta dell’origine del movimento, rappresenta la spinta ad uscire da se stessi, dalle proprie limitazioni che la dualità ci propone di continuo (torto/ragione, buono/cattivo, positivo/negativo). Ghimel, il Tre, è la sede della volontà di crescere, è ciò che invita all‟attività, al progresso, al miglioramento di ciò che siamo. Occorre uscire dalle nostre abitudini, da ciò che ci limita e dirigerci verso il vero Sé, verso la parte più vera, profonda ed eterna di noi stessi.

La forma di Ghimel rappresenta anche l’espandersi e il contrarsi della Luce Infinita, durante il processo della creazione dei Mondi. Ricorda le contrazioni e il rilascio nel travaglio del parto. Non a caso, per rinascere a noi stessi, dobbiamo prima raccoglierci, riflettere e poi espandere la nostra coscienza in un nuovo modo, creando la nostra nuova vita.

Archetipo: Il Giullare

Parole chiave : Estroversione, creatività, piacere, celebrazione, umorismo, gioia, ottimismo, comunicazione, originalità, seduzione.

Cammino di Vita 3

“Uso le parole per ispirare gli altri”

Il numero 3 è l’essenza del pensiero positivo; la capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno e di vivere nel presente. Questo numero è definito da sempre il più fortunato, perché rappresenta il dono della fede, che conduce alla realizzazione dei desideri. Chi ha un Cammino di Vita 3, deve seguire il suo impulso ad esprimersi, recuperando l’attitudine al gioco e al divertimento. Il 3 è nato per condividere i suoi doni, ispirando e rallegrando gli altri.

Riferimenti Mitologici

Nel pantheon di divinità dell’antica Grecia, Ermes raffigura il mediatore, il terzo elemento che paradossalmente sintetizza nella sua natura i principi di ordine e caos. Figlio di Zeus e della ninfa Maia, si distingue immediatamente per il suo ingegno e la sua abilità oratoria. Descritto anche come mimo, mago e folletto, il suo carattere multiforme si manifesta già nell’infanzia. Negli inni omerici leggiamo che Ermes appena nato, ruba il gregge divino del fratello Apollo, con la forza e l’astuzia proprie di un adulto. Quando Apollo gli chiede spiegazioni, Ermes si fa trovare al caldo nella culla, ancora avvolto nelle sue fasce. Per confondere le tracce del furto Ermes aveva fatto procedere le vacche all’indietro, cancellando le proprie impronte con rametti di mirto che si era legato ai sandali. Nonostante la sua evidente colpevolezza, Ermes coi suoi stratagemmi linguistici seduce Zeus, che con grande scoppio di risa lo assolve nell’aula del tribunale divino. Zeus con questo verdetto “regolarizza” la trasgressione, ammettendo il linguaggio fraudolento e spergiuro, nel momento in cui sia accompagnato dall’efficacia della dialettica.

Malgrado questa vicenda valga ad Ermes l’epiteto di “capo dei ladri”, il dio trionfa nel suo ruolo di mediatore, che ponendosi come terzo elemento, diventa il fulcro della sintesi degli opposti. Mediando tra l’apollinea razionalità del numero 1 e la lunare istintualità del numero 2 Ermes assurge al ruolo di “Giullare cosmico”, capace di integrare i molteplici aspetti, anche discordanti, della personalità umana.